domenica 27 settembre 2015

SCUOLA AMERICANA + LE MIE CLASSI

Sono solo al mio decimo giorno di scuola è già ho perso il conto di quante ore pomeridiane di studio ho fatto.  Sarà che ho preso materie abbastanza pesanti dato che non voglio ritornare in Italia avendo fatto un anno di divertimento, sarà che i compiti sono in inglese, ma io ci metto ore ed ore a svolgere fotocopie di esercizi e temi da scrivere sul sito della scuola. Ma andiamo con ordine.

La mia scuola è la Chesaning High School e ha 500 studenti. All’inizio non ero per niente convinta e soddisfatta, pensavo fosse troppo piccola, che non mi sarei divertita o che non ci sarebbero state materie che mi avrebbero soddisfatto. Non mi potevo sbagliare di più. I corridoi sono enormi, la struttura è fantastica e ha tantissime materie, sports, clubs e offre tante opportunità/borse di studio a molti studenti. In più, proprio perché non siamo tantissimi, tutti vogliono conoscere gli exchange e nel giro di pochi giorni tutti hanno iniziato a parlare di noi.  

L’anno scolastico è diviso in tre trimestri e per ogni trimestre ho due materie obbligatorie e tre materie a mia scelta. Ogni classe è di un’ora e dieci minuti e il primo pranzo è alle 10.30 mentre il secondo alle 11.40. Il venerdì è il mio giorno preferito, non solo perché è il weekend ma anche perchè c’è la partita di football e a scuola tutti i giocatori indossano la propria maglia, ogni cheerleader la propria divisa e gli altri studenti con i professori la maglia con il logo scolastico.

Alla prima ora ho Spanish con Mrs Sholtz che forse è l’unica professoressa che riesce a pronunciare il mio nome correttamente. Questa è la classe con maggior numero di freshmen e può sembrare negativo all’inizio, ma dopo due giorni di risate a causa dei soliti svitati e grazie ai quiz di gruppo che ci assegna la prof, ho conosciuto un sacco di gente. La lezione scorsa avevamo scritto in vari fogli delle domande e risposte in spagnolo e oggi, divisi in squadre, dovevamo riuscire a metterli in ordine nel minor tempo possibile.

Seconda ora  US History, con la prof più pazza della scuola, Mrs Conger. Ogni giorno ha una storia diversa da raccontare riguardo la sua famiglia e ogni giorno ci alleniamo nel writing per gli esami finali. Forse è la classe in cui pratico maggiormente l’inglese, un po’ per appunto i lunghi temi che ci assegna e un po’ per i lunghi discorsi che ci fa fare. Per esempio in ogni lezione sulla lavagna multimediale c’è una domanda differente e appena entri devi rispondere e poi, se vuoi, condividere la tua risposta con la classe. Più parli e  interagisci e più punti avrai sul compito.

Alla terza ora ho Biology con Mrs Barnette che adoro follemente. E’ una delle due classi in cui ho più amici  ed è anche quella più differente dall’Italia. Una volta a settimana andiamo in laboratorio e lavoriamo sul microscopio. Ieri, per esempio, abbiamo dovuto intagliare un pezzo di carta dal giornale che contenesse la lettera ‘e’ e con uno strumento di cui non ricordo il nome, dovevamo far cadere una goccia d’acqua sopra. Messo il pezzo di giornale sul microscopio, dovevamo puntare la luce sulla lettera ‘e’ e in base ai vari proiettori vedere cosa cambiava e cosa no. Oggi l’esperimento è stato ancora più bello. Dovevamo prendere tre oggetti microscopici differenti e osservarli dalla lente. Io e il mio partner, Kiryana, che è anche una delle ragazze con cui ho trascorso più tempo da quando sono più, abbiamo scelto due nostre ciocche di capelli (io sono bruna e lei biondo platino), il residuo di una cancellatura e un pezzo di unghia. Il risultato è stato grandioso, tant’è che la prof ci ha riempito di complimenti.

Finalmente il tanto amato e atteso LUNCH. Questi trentacinque minuti sono la parte migliore della mattinata (just kidding, maybe), che trascorro con Nora, Kaylena, Chelsea, Gracie, Erika e qualche volta Olivia. Sono delle ragazze fantastiche che vanno oltre al mio essere exchange, facendomi sempre domande riguardo me stessa e in generale. Se ho qualche dubbio, qualche domanda in più oppure ho bisogno di recuperare qualche homework non fatto il giorno prima, loro ci sono. Sono davvero grata di aver trovato persone così simpatiche e spero vivamente che resteranno al mio fianco per tutto l’anno. Il cibo a scuola non fa schifo come dovrebbe essere di solito, anzi. La pizza è buonissima (si, ho appena detto che la pizza americana è buona e si, sono napoletana), così come la pasta e i tacos. Io però porto il ‘pranzo’ da casa perché alle undici di mattina mangiare un panino piccante con patatine e latte e cioccolato non è il mio sogno. Se riesco a fare colazione porto solo una banana o una mela, ma se faccio tardi e ho lo stomaco vuoto allora mi preparo un sandwich con cheese.
Una delle classi che amo/odio di più è Career Exploration con Mr Sheridan. Cos’è? E’ una materia super utile ed interessante in cui studi e scopri tantissimi lavori differenti e grazie alla quale, se non hai idee molto chiare riguardo al tuo futuro, ti può far aprire gli occhi su nuovi fronti. Il prof ci dà sempre moltissimi compiti e ci fa lavorare tantissimo nel Media Center, al computer, facendo dei quiz per trovare il lavoro adatto a noi. Nonostante io sia sempre stata molto sicura sul lavoro da intraprendere, ho deciso di prendere questa materia perché non solo studi i lavori ma anche le varie università/college in America. I miei host parents stanno cercando di convincermi a fare l’uni qui proprio come ha fatto il loro ultimo exchange e non immaginate quanto mi piacerebbe farlo ma i miei genitori non sono molto convinti. Vedremo.

Ultima classe, Algebra, con la prof Niebroski. Se proprio devo decidere credo che sceglierei lei come prof preferita. Non solo è una delle migliori insegnanti della scuola ma ti dà una carica impressionante. Ti incoraggia sempre a dare il meglio e rispiega, rispiega, rispiega sempre. Ogni giorno dà ripetizioni agli alunni, sia prima che dopo le lezioni e se vede che non sei soddisfatto del tuo voto finale o semplicemente non hai superato il test, non esita a fartelo rifare, cosa che non tutti i prof fanno qui. Per ora questa classe è super semplice e riesco a seguire durante le spiegazioni.

Sono molto soddisfatta delle mie materie e dei miei voti. Dopo la C- presa nel test di US History (recuperata con un 100% nel secondo test) sono piuttosto proud delle mie A nelle altre materie e non potrei essere più felice dei miei progressi in inglese. In solo un mese ho imparato tantissime parole e ormai non mi pesa più fare lunghi discorsi o parlare in pubblico.  La mia vita qui mi piace tantissimo, mi piace la mia host family, mi piacciono i miei amici, i professori sono completamente diversi da quelli italiani, sorridenti, preparati e soprattutto giovani, e le persone sono di un affetto incredibile. Non avrei potuto chiedere un inizio migliore e spero che ogni mese andrà meglio.

A presto amici miei, Anto.



Il mio host dad e la sua maglia preferita







venerdì 18 settembre 2015

ARRIVO NEGLI US - PERIODO DI ADATTAMENTO

Che dire, la mia host family è fantastica. Sin dal primo momento mi hanno messo a mio agio e hanno cercato di avere qualcosa in programma ogni giorno per non farmi annoiare o sentire mancanza di casa. Hanno sempre la battuta pronta e a volte cercano di parlare italiano per farmi sentire a casa.

Sono arrivata il 29 agosto alle undici all’aeroporto di Flint insieme ad altri due ragazzi, uno italiano e uno giapponese. Abbiamo pranzato da Subway e poi siamo andati da Walmart a comprare tutte le cose che mi mancavo. Tornati a casa ho disfatto la valigia, ho fatto una doccia e ho guardato un po’ la tv. La sera la sorella con i figli e il marito sono venuti a conoscermi e tra un boccone e un altro attorno alla tavola mi hanno fatto sentire già parte della famiglia. Subito dopo cena, prima di andare a letto, ho avuto un piccolo crollo emotivo, mi mancava casa e tutto mi sembrava un grande errore e stavo sul punto di piangere quando poi ho pensato a quanto la vita qui sembra bella e facendomi forza, mi sono addormentata. Il secondo giorno, a casa della sorella abbiamo fatto un barbeque ed è venuta tutta la famiglia. Mi hanno fatto assaggiare tutte le bibite particolari, come la coca cola alla ciliegia, la limonata rosa, la dr pepper e un piatto tipico america: cheesburger, hotdog, french fries e macaroni e cheese. Il giorno dopo siamo andati a scuola a scegliere le materie e abbiamo pranzato al mc donalds. Qui puoi riempire ogni volta che vuoi il bicchiere di coca pagando una sola volta, il che è fantastico.

Uno dei giorni più belli da quando sono qui è stato sicuramente quando la mia vicina di casa, Kaylena, con la sua exchange student Nora, mi sono venute a prendere per andare ad una partita di soccer a scuola. K è la tipica teenager americana con un enorme macchina e tanti amici. Una volta lì, tutto ho fatto tranne che guardare la partita. Quando hanno saputo che ero italiana si sono messi tutti intorno a me facendomi tantissime domande e ho parlato con i due coach della squadra che vogliono a tutti costi che io faccia parte del loro team solo perché sono italiana!! Nei giorni successivi ho legato parecchio con i due fratelli. Tommy mi è venuto a prendere una mattina e siamo andati a comprare dei stivali da cowboy. Sia io che lui adoriamo alla follia la musica country, così nei prossimi mesi avremo tantissimi concerti e dovrò indossare almeno qualcosa per sembrare una vera cowgirl! In più con Vinny và a gonfie vele. Ogni mattina andiamo a scuola insieme e al ritorno, se lui lavora, prendo il bus se no ritorno a casa con la sua macchina. Il pomeriggio dopo i compiti giochiamo a basket fuori casa o andiamo alla sorgente a riempire le bottiglie d’acqua. E’ davvero bello avere un fratello della tua età con cui condividere quest’esperienza, con cui puoi parlare di qualsiasi cosa e che ogni tanto, all’improvviso, inizia a parlare della sua relazione con la fidanzata e ti chiede consigli su cosa risponderle e come reagire. E’ bello sentirsi parte della famiglia, con componenti che già si fidano di te. Invece con la sorella, Shelly, sembrava andare bene all’inizio ma man mano ci siamo allontanate sempre di più, io con i miei mille compiti e lei con il suo ruolo da mamma a tempo pieno. Ho altri nove mesi per legare con lei e spero che prima o poi diventeremo amiche.

In queste settimane vivono con noi anche i cugini di mia mamma perché la loro casa è in fase di costruzione.  Alex, mia cugina americana, insieme a Vinny e Nora, è la persona con cui ho legato di più. Mi ha aiutato tantissimo ad ambientarmi, presentandomi tutte le sue colleghe cheerleaders e alcuni giocatori di football. Sua sorella, Leslie, sul bus mi presenta a tutti i suoi amichetti come la ‘sua’ exchange italiana e ogni volta un ragazzino diverso si avvicina chiedendomi se posso essere la sua studente straniera ahah

Ormai sono qui da più di venti giorni e sono successe tantissime cose che vi scriverò nei post successivi. Vorrei passare ore ed ore a raccontarvi della bellissima esperienza che sto vivendo, ma appena torno da scuola devo studiare, mangiare e stare con la famiglia. In tre settimane non ho mai avuto un briciolo di tempo e ho scritto questo post in dieci minuti al ritorno da scuola. Scusate per eventuali errori di grammatica. Vvb con affetto, Anto.


Ps: so che vi avrei dovuto scrivere un post sul secondo e terzo giorno a ny ma preferisco informarvi sulla mia vera esperienza e non su una vacanza. Btw, se avete la possibilità di fare il ministay, FATELO!

lunedì 7 settembre 2015

FIRST DAY IN NEW YORK

Posso mai racchiudere in un unico post ciò che dieci ragazzi mi hanno regalato in soli tre giorni?


La mia sveglia è suonata il 26 Agosto alle 2.55 di mattina, interrompendo come ormai non faceva da mesi, i miei sogni notturni.  Non c’è stato tempo per pensare al motivo per il quale eravamo tutti in piedi a quell’ora, abbiamo solo cercato di trovare un po’ di forza per alzarci dal letto e vestirci. Verso le sei, su un autogrill di Roma, abbiamo incontrato la famiglia di Pier, un altro exchange da Napoli con la mia stessa partenza e dopo nemmeno un’ora siamo arrivati all’aeroporto. Nel giro di pochi minuti quasi tutti i weppini erano lì, aspettando che lo sportello direzione NY si aprisse. 


Dopo soliti ritardatari, valigie troppo pesanti, computer persi e polizia con artificieri pronti a far saltare tutto in aria, siamo decollati da Roma cercando di prepararci alle lunghe nove ore di volo. La verità? Nessuno le ha accusate. Tra una guardata di American Sniper, una di Avengers e fin troppi pranzi andati a male, siamo atterrati a Newark.



Lì abbiamo incontrato gli altri weppini italiani partiti da Milano e gli altri tre gruppi provenienti dalla Francia, Belgio e Australia. Abbiamo caricato le valigie sul bus e ci siamo diretti verso un centro commerciale per pranzare. Ormai noi sei ragazzi partiti insieme da Roma eravamo coppia fissa e così ci siamo diretti verso un fast food e abbiamo mangiato delle french fries con bacon e cheese. Come potevamo non inaugurare il nostro primo pranzo a NY senza un tipico piatto americano?


Subito dopo siamo andati a Times Square ed io, come il resto dei ragazzi che non era mai stato a new york, siamo rimasti letteralmente a bocca aperta. Quel posto è incredibile, tutte quelle luci, pubblicità, stand che vendono hot dogs, persone che corrono da ogni direzione, coppie innamorate, bambini che urlano e soprattutto quell’atmosfera che si respira stando in mezzo a grattacieli che a stendo ti permettono di vedere il colore del cielo. 
Successivamente ci siamo diretti sulla 5th Avenue in cui ci hanno lasciato liberi per un paio d’ore. Ci siamo sbizzarrite ad entrare nei vari negozi che purtroppo in Italia non ci sono e a provare capi adatti al clima del nostro futuro Stato. Io, ovviamente, immersa nella sezione invernale con maglioni e stivali fino al ginocchio. VIVA IL MICHIGAN!!
La sera ci siamo rilassati nell’immenso hotel che ci ospitava, con camera enormi, letti comodissimi e piscina fantastica. Dopo aver sistemato le valigie e parlato un po’ con i familiari e amici a casa, io Giada e Aldo siamo scesi per una passeggiata lungo il fiume e poi siamo saliti in camera insieme a Caterina e Pierluigi guardando un po’ di tv. Distrutti siamo andati a letto prestissimo.
Questo è stato il primo giorno a New York City e spero di avere un pò di tempo in più per scrivere il post sugli altri due giorni nella Grande mela e un altro sulla mia prima settimana in America. A presto!