mercoledì 22 ottobre 2014

COLLOQUIO DI SELEZIONE WEP: COME AFFRONTARLO

Il 21 Ottobre ho sostenuto il colloquio di selezione con la wep a Roma alle 14. Sono arrivata con un pò di anticipo ma nonostante questo ho iniziato subito a compilare vari fogli con domande semplicissime: il vostro nome e cognome, il vostro paese d'origine, informazioni sui vostri genitori, se avete fratelli o sorelle, se avete allergie, paure, fobie. Poi vi danno un foglio dove dovrete mettere delle crocette sulle preferenze della vostra futura host-family: se volete condividere la camera con il vostro/a host brother/sister, se volete vivere con una coppia senza figli, o con un solo genitore, o in una famiglia con genitori dello stesso sesso etc. Poi in un'altro foglio dovrete descrivervi in terza persona, ad esempio io ho scritto: "Antonietta è una persona aperta mentalmente, sempre disposta ad imparare cose nuove dalla vita e dalle persone che la circondano. Antonietta adora ridere e stare in compagnia". Infine vi danno un foglio con 300 aggettivi dove dovrete mettere una X su quelli che più vi rappresentano.
Siate il più aperti possibili e soprattutto voi stessi.

Subito dopo mi hanno dato il tanto temuto test, che è suddiviso in due parti: listening e reading. Per fare il listening vi danno un mp3 con un paio di cuffie. L'ho trovato estremamente facile, parlavano in modo chiaro e lento quindi tranquilli, si può fare. Per quanto riguarda il reading c'erano alcune domande molto semplici ma un paio di cui non ho capito assolutamente nulla, rispondendo a caso. Nelle ultime pagine c'erano tre paragrafi da leggere e successivamente alcune domande inerenti ad esso semplicissime.
Vi consiglio di leggere attentamente e di non andare troppo di fretta. Concentratevi il più possibile.

Dopo 15 minuti mi hanno chiamato per parlare con la psicologa e non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, avevo l'ansia a palla ma mi sono subito tranquillizzata quando mi ha accolto in modo molto gentile e con un sorriso a 32 denti. Mi ha messo subito a mio agio e sono stata benissimo. Sembrava una chiacchierata tra amiche. Mi ha chiesto che cosa i miei genitori pensano di questa decisione, cosa ne pensa mio fratello, perchè ho deciso di intraprendere questo percorso, cosa mi potrà mettere in difficoltà una volta negli states e infine mi ha chiesto se sapevo che c'era la possibilità di capitare in un piccolo paesino. Io e la psicologa ci siamo fatte un sacco di risate quando le ho detto che ho la fobia delle farfalle e di cosa succede quando in casa ne trovo una, questo per dirvi che non c'è nulla da temere e che potete essere sereni.
Sorridete sempre e cercate di sembrare sicuri di voi stessi.

Infine, ho sostenuto "l'intervista" in inglese con una tipa che aveva un accento stranissimo e quando parlava sembrava che avesse una mela in bocca. Non so come ho fatto a capire ció che diceva ma ho risposto a quasi tutte le domande tranne ad una dove chiedeva: cosa credi che la tua futura host-family si aspetti da te? Chiamatemi scema ma proprio non sapevo cosa rispondere, sarà stata l'ansia. Ancora adesso non lo so quindi bho ma alla fine è andato piuttosto bene. Altre domande che vi faranno sono: quali sono i tuoi hobby? cosa fai con la tua famiglia? cosa ti piace fare da sola o con i tuoi amici? perchè vuoi andare negli states? cosa ti aspetti da quest'esperienza? da 1 a 30 quanto sei motivata? (rispondete 30 mi raccomando).
Vi consiglio di prepararvi la risposta a queste domande perchè possono sembrare facili ma ti spiazzano, soprattutto poi se siete agitati.

Prima di uscire dalla sede vi danno uno zaino arancione ma ovviamente grazie alla mia simpaticissima e sempre con me migliore amica sfiga erano tutti finiti e l'ho preso verde pisello.

Vi farò sapere appena arriva il risultato del colloquio. Ansiaaaaaaaaa